giovedì 3 ottobre 2013

Un video dalla Grecia!

Questo è il link per vedere un bellissimo video fatto da Ianos, uno  dei tre ragazzi greci conosciuti sulla transiberiana, che vedete nella foto qui sotto.Andate a vederlo! È veramente fatto bene! Parlano in greco e quindi non si capisce nulla però sono simpatici lo stesso! 

http://m.youtube.com/watch?v=HUJX2tZY42E&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DHUJX2tZY42E


giovedì 15 agosto 2013

voli Pechino - Mosca - Milano: ventesima giornata



"Non smetteremo di esplorare e alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta" Thomas Sterne Eliot

7865 km. in treno, 2 continenti, 3 nazioni, 3 lingue, 3 alfabeti, 3 monete diverse, 6 fusi orari, 8 diversi mezzi di trasporto (aerei, treni, taxi e auto a noleggio, funicolare, risciò, metropolitana, traghetto, minivan), 20 giorni, due viaggiatrici

Urge una riflessione su questo viaggio appena concluso. Questi pensieri sparsi sono stati scritti sul volo tra Pechino e Mosca.

Meglio il treno o l'aereo? Non ho bisogno di pensarci, il treno! Non si fanno code ai check-in tre ore prima della partenza, code alla dogana con relativo palpeggiamento corporeo della poliziotta, coda per l'imbarco, coda per ritirare il bagaglio. In treno ci si può muovere senza problemi e c'è più spazio di manovra, se c'e' tempo scendi alla fermata, leggi e scrivi. Ma soprattutto: guardi fuori dal finestrino e vedi il paesaggio scorrerti davanti, conosci le persone, scambi impressioni di viaggio, confronti gli itinerari, condividi il cibo, parli e ascolti lingue diverse. Treno forever.

Ovviamente lascio un po' di spazio a Rosi perché possa anche lei scrivere le sue considerazioni conclusive.

Massima di viaggio appresa dalla mia compagna di transiberiana: "non ho mai rimpianti per quello che non ho fatto", meglio godere di quello che si è fatto! Il riferimento riguarda la scelta dell'itinerario e la meta  finale: Mosca, Siberia, Mongolia, Pechino o Mosca/Vladivostock? A fine viaggio la riflessione mi lascia un senso di soddisfazione e felicità  per le emozioni e sensazioni vissute, per le conoscenze dei  viaggiatori incontrati e degli aborigeni dei paesi attraversati, del loro modo di essere, delle loro culture, tradizioni, abitudini. Sono fortunata, mi sento più ricca!  Mi e' rimasta la curiosità di conoscere qualche città  siberiana e di provare l'emozione di arrivare alla storica Vladivostock, ma e' un desiderio che chissà, magari riuscirò a soddisfare in futuro! 
Pensando poi al mezzo di trasporto che si sceglie per girare sulla terra: che senso ha attraversare i paesi in cielo se vuoi conoscere meglio la terra? L'aereo ti sposta velocemente ma non ti permette di "guardare". Infine consiglierei il viaggio in transiberiana o comunque in treno per qualunque viaggio epico, come quello che noi abbiamo appena concluso, attraverso due continenti, taiga, steppa fino alla sterminata capitale cinese, per mettere a prova la propria capacità di comunicazione: non è necessario parlare la stessa lingua, quello che conta è la volontà di comunicare. Chi non vuole comunicare o non vuole fare sforzi "scappa", come fa qualche cinese! Rosi 



A come Anna Karenina il libro che ha accompagnato me e Rosi per tutto questo viaggio. Lo stiamo leggendo ancora qui sull'aereo e non riusciremo a finirlo entro Milano. Pazienza, starà ancora con noi per un po' a casa.

C come censura per quattro giorni il governo cinese mi ha impedito di accedere ad un sacco di cose in internet: Facebook, il mio blog (!), google, parzialmente la posta. Adesso che sono fuori dal territorio cinese e non ho più la paranoia che qualcuno mi legga (?), posso scriverlo: censori!

A breve troverete i link dove andare a vedere le foto mie (poche e approssimative) e quelle di Rosi (tante e professionali).

Tutto ciò che non è compreso in questo blog sono i paesaggi senza limiti, gli sguardi delle persone, i sorrisi e le risate con gli sconosciuti, le emozioni e le sensazioni, le incomprensioni che poi passano, gli incontri che ti porti a casa, i fraintendimenti divertenti, le perplessità e i dubbi della comunicazione, i disagi di noi troppo civilizzati, il piacere e il disgusto del cibo, la sorpresa del "anche tu qui!", la rabbia e la frustrazione del viaggiatore inascoltato, la stanchezza inevitabile ma mai della novita', l'inaspettato dietro l'angolo, la curiosità mai sazia.
Tutto ciò, cari amici, spero abbiate potuto intuirlo leggendomi, tra le righe. Il resto ve lo racconto quando ci vediamo. Luego, te cuento!

Da Mosca a Pechino in treno: Diciannovesima giornata

Ultima giornata a Pechino. Ci dedichiamo alla Pechino più moderna, quella dei grandi centri commerciali, dei centri finanziari, dei grattacieli che si susseguono all'infinito ma che, in zona Tien'anmen, non possono superare mai l'altezza di una delle porte di accesso alla piazza, degli uomini vestiti tutti uguali all'occidentale (pantaloni scuri, camicia bianca o azzurra), quella Cina che sta crescendo sempre più e tra un po' si comprerà anche la piccola Europa.
La moglie del nostro driver ci conferma che in Cina non c'è ancora la classe media ma è ancora forte il divario tra poveri e ricchi.
Oggi l'inquinamento sembra persino peggiore, il cielo è di un grigio smog e l'afa non molla un attimo. 
L'ultimo pranzo a Pechino, poiché siamo in una zona senza hutong e poiché abbiamo fame, ci vede costretti a cedere ai tedeschi e, in una tipica birreria tedesca, mi tocca anche mangiare delle salsicce, facendo finta di non essere vegetariana.
Nel pomeriggio torniamo nella parte più turistica-commerciale per gli ultimi acquisti ma ormai la stanchezza di questi giorni si fa sentire e abbiamo bisogno di riposare. Concludiamo la giornata con un ultimo te jasmine e biscotti. Curiosa tea-house: la cameriera solo al quarto tentativo riesce a scattare la foto dopo che Rosi imprime la forza necessaria sul dito della ragazza per farle capire quale pressione deve fare sul tasto della camera e per quanto tempo (aaarrrggghhh!). E' uscita la foto che vedete sotto. Inoltre scopriamo uno strano movimento di persone che   Transitano nel locale per poi sparire misteriosamente nel retro. Chieste delucidazioni alla cameriera di cui sopra, lei stessa non è in grado di svelare il mistero.

M come metropolitana
usare la subway a Pechino è veramente facile. A differenza di quella di Mosca, tutti i cartelli e le fermate sono anche in inglese e con la cartina ti orienti facilmente. Sul vagone le fermate sono anche indicate con spie rosse e verdi sulla mappa. Molto funzionale.

D come due parole di inglese caro popolo cinese, le volete imparare due parole di inglese per riuscire a capire noi poveri turisti almeno nelle nostre richieste più semplici? Non dico che tutti i 23 milioni di pechinesi debbano sapere l'inglese ma almeno quelli che lavorano nei negozi per turisti, alle biglietterie dei musei, agli uffici del turismo, nelle security dei luoghi turistici, giusto in quei due o tre posti in cui il turista può aver bisogno...


Da Mosca a Pechino in treno: Diciottesima giornata



Immaginatevi una folla oceanica, non so, tipo una domenica di Pasqua in Piazza San Pietro; ora, moltiplicatela per almeno 10, ma anche 100. Ci siete riusciti? Forse vi siete avvicinati al numero di persone che circolano per Pechino in una qualunque giornata di agosto tra piazza Tien'anmen  e la città proibita. In questa foto c'è solo uno dei tantissimi ed enormi cortili presenti nella città proibita.
Città proibita sembra quindi essere non solo un nome riferito ad un sito archeologico ma una realtà: accedere a questo sito sembra una missione impossibile: bisogna accerchiare piazza tien'anmen, che e' come circumnavigare il lago di Monate, e poi scoprire da quale porta si entra e qual è la coda giusta alla biglietteria giusta. Tutto questo cercando di muoversi in mezzo alla massa umana asiatica di cui sopra (occidentali pochini), la maggior parte munita di ombrellini per proteggersi dal sole, che vengono usati anche come mezzo di accecamento. Tutto questo ci richiede almeno un'ora e all'alba delle 11.30 riusciamo ad accedere alla città proibita, un museo a cielo aperto che ha dimensioni eccezionali, come tutto in questo paese. Visitare un sito così enorme con un tasso di umidità così elevato e in mezzo ad un numero di persone non quantificabile e' un'esperienza che non si dimentica facilmente. Dopo quattro ore, dopo aver visto solo una parte della città proibita, decidiamo che quell'esperienza si può chiudere: il caldo e il popolo sono ugualmente insopportabili. Inoltre, vale la pena fare una considerazione sulla gestione del patrimonio artistico da parte del governo cinese: inserire all'interno della città proibita bar, negozi di souvenir, persone che urlano una nenia assordante per venderti una bottiglietta d'acqua lo trovo un insulto ad un posto di rilevanza storica come la città proibita. 
Provate dall'esperienza, ciondoliamo di nuovo verso piazza Tien'anmen. Ormai è pomeriggio inoltrato, dobbiamo ancora mangiare ma dobbiamo essere in albergo per tempo per andare a teatro.
Ci addentriamo negli hutong del centro e ci fermiamo in un ristorante dove mangiamo un più che dignitoso riso alla salsa di soia e uova. Familiarizziamo con i gestori grazie alla macchina fotografica e all'ipad.





Scene da ristorante
Rosi fa l'esperienza di un bagno pubblico (di cui non sono dotati tutti i ristoranti che quindi si avvalgono dei bagni pubblici molto presenti nei quartieri), costituito da una turca open air;
La nostra vicina di tavolo si fa la manicure e si taglia bellamente le unghie col tronchesino mentre aspetta la sua ordinazione;
Il gestore del ristorante prova il ripieno dei ravioli preparato dalla moglie con il cucchiaio che poi si premura di rimettere al suo posto, cioè dentro la ciotola; 
La moglie-cuoca prepara i ravioli e li mette a cuocere nella vaporiera a vista, nella sala del ristorante; verifico con Rosi che dopo la turca si sia lavata le mani...
Se passate in un ristorante a metà mattina, quando il personale prende servizio, lo vedrete tutto schierato  sull'attenti mentre il capo impartisce, presumibilmente, gli ordini per la giornata.

Dopo esserci preparate per andare a teatro, scopriamo che il teatro è dentro l'albergo. Tanto valeva andare in pigiama! 
Lo spettacolo è l'Opera di Pechino. Sono tre scenette che rappresentano tre brevi storie. Gli attori  contemporaneamente cantano, danzano, fanno acrobazie, mimo, in bellissimi abiti di scena e truccati di tutto punto. Abbiamo avuto una idea di come si svolge uno spettacolo d'opera cinese.

S come sicurezza qui in Cina la sicurezza è veramente una priorità;  in posti come l'ingresso di piazza Tien'anmen, delle stazioni della metro, della città proibita, della grande muraglia devi passare la borsa nel metal detector. Pechino è piena di poliziotti e militari, così come di telecamere. Non sembra essere un problema andare in giro per questa città anche di notte.