Finalmente riesco a venire a esplorare la Val Maira. Amici del Cai Varese hanno organizzato una 4 giorni in questa vallata del cuneese e finalmente posso godermi un giro escursionistico senza la preoccupazione di gestire 20 persone e tutto il circo annesso.
Questo è un mondo legato alla cultura occitana, che sicuramente ha a che fare coi territori di Italia e Francia, ma la rete mi dice anche Spagna. Il nome sembra derivare dalla lingua d’oc, che sembra risalire ai tempi in cui i trovatori andavano per le corti a cantare l’amore cavalleresco, mentre Dante scriveva in fiorentino.
Avevo conosciuto questi territori e questa antica cultura ai tempi del film Il vento fa il suo giro, di Giorgio Diritti, bellissimo ma molto amaro e con un finale crudele.
Il paesaggio che si percorre prima di entrare in Val Maira, cioè l’astigiano e il cuneese mi stupisce per la ricchezza e la vastità delle coltivazioni, prima di nocciole ( la Nutella!) e poi di frutta, soprattutto mele.
La porta d’accesso alla vallata è il paese di Dronero, con un bellissimo centro e un ponte merlato molto pittoresco. Qui settimana prossima si tiene la fiera degli acciugai, perché qui il traffico delle acciughe di chi tornava in valle proveniente dalla pianura evidentemente rendeva. La cronaca ci dice che rendeva anche la vendita dei capelli delle donne, ovviamente non pagata ma barattata.
Arrivati al rifugio Campo base, nell’ultimo paese della vallata, prendiamo posizione nelle stanze ma poi partiamo subito. Nel pomeriggio in questi giorni arriva il temporale e vogliamo comunque fare un giro di 4 ore, l’anello della Rocca provenzale.
In anni di montagna io non ho mai visto una tale fioritura primaverile per varietà e quantità. Sulla strada in salita una sfilza di maggio ciondolo e poi una serie di ginestre. Sui prati una serie infinita di botton d’oro, genziane, anemoni, ecc.
Tornati in rifugio, doccia e si mangia alle 7 pm. La cena è abbondante e buona: antipasto, orecchiette al pesto di rucola, per gli altri lo stinco (!), per me delle polpette ai ceci e infine il dolce brownie.
Il nostro rifugio, ultimo presidio umano in fondo alla valle, ha anche il campeggio e ovviamente ci sono molti stranieri con camper e tende.
31 maggio
Sveglia alle 7, colazione e si parte. Il meteo nel pomeriggio non promette bene e dobbiamo anticipare la pioggia. Facciamo un avvicinamento in auto fino a 1378 metri poi partiamo. La prima parte di sentiero attraversa tre borgate, prima Chialvetta, poi Viviere (dove c’è un albergo diffuso) e Pratorotondo. A Viviere c’è anche una curiosa costruzione, denominata stars box dove probabilmente ci si sdraia di notte e si apre il tetto x vedere le stelle. L’albergo apre settimana prossima.
Il sentiero riprende la sua salita, a tratti più decisa, a tratti su carrozzabile e finalmente arriviamo al passo Gardetta, a metri 2437. Nel frattempo la valle si è allargata e troviamo anche parecchie postazioni militari. Durante la pausa pranzo le nuvole iniziano ad arrivare, quindi rinunciamo al giro ad anello che avevamo previsto e scendiamo per la via di salita.
Prima inizia con una pioggia innocente, poi all’altezza dell’ultima borgata si scatena un diluvio universale misto a grandine. Fortunatamente ci fermiamo sotto un portico dove restiamo bloccati per un’ora e mezza. Poi il temporale sembra esaurire la sua furia e possiamo tornare alle auto. Siamo riusciti comunque a fare la ns gita con un tempo magnifico.
Arriviamo in tempo per la doccia e la cena: un antipasto vegetariano molto originale, un bel risottino ai funghi, una mini parmigiana (per me) e un crème caramel.
Domani il meteo dovrebbe essere buono ma da queste parti il temporale pomeridiano dobbiamo metterlo in conto.
1 giugno
La giornata parte dalle sorgenti del fiume Maira (qui sopra). Percorrendo il sentiero che ci porterà al passo della cavalla a mt. 2539 incontriamo una serie di laghetti. La gita di oggi è piuttosto frequentata. Oggi le previsioni sono buone e quindi le persone sono uscite di casa, molte di queste con il cane!!! Tantissimi di tutte le razze!
Dopo la pausa pranzo il gruppo si divide, metà chiude il giro ad anello, l’altra metà torna per la via di andata. Noi ci fermiamo ad un laghetto a fare un pediluvio.
Stasera abbiamo tempo per farci un veloce aperitivo prima di andare a cena. Qui si cena presto…
Per me antipasto di caprese, pasta e fagioli (un po’ salata ma ottima), non mi ricordo il secondo e una panna cotta ottima.
Ogni sera io e Rosi ci prendiamo una tisana. Abbiamo scoperto che hanno tisane di ottima qualità che conciliano il sonno… o almeno ci provano visto che ognuna delle ns due camere ha un ottimo tagliaboschi… i tappi sono d’obbligo ma non sempre bastano…
In rifugio è arrivato un gruppo di francesi molto giovani che poi scopriamo essere un gruppo d’élite dell’esercito francese che fa arrampicata. Una specie di super alpini ma del climbing.
Altra persona da ricordare il piccolo Cesare, bimbo di 10 mesi di una coppia di giovani italiani qui in tenda! A parte il coraggio di avere in tenda un bambino così piccolo, quell’esserino è la felicità personificata: sorride ogni volta che qualcuno lo guarda o gli dà una attenzione.
2 giugno
Ultimo giorno. Festa del 2 giugno, 80 anni della nostra Repubblica!!!
Abbiamo a disposizione solo la mattina, quindi partiamo a piedi dal rifugio in direzione cascate di Stroppa. Oggi le previsioni sono incerte. Arriviamo a metà della cascata e poi decidiamo di tornare indietro. Le nubi incombono. Abbiamo già dato in questi giorni è un temporale possiamo anche evitarlo.
Poi il meteo ci darà torto, perché a parte due gocce due, non pioverà se non molto più tardi. Molti di noi sono comunque soddisfatti; i tre giorni sono stati molto vari e molto pieni, oltre che impegnativi fisicamente e possiamo tornare a casa.
Prima di pranzo facciamo una visita al paese prima del rifugio, Chiappera, molto ben curato e ristrutturato in maniera sapiente.
Pranziamo al Campo base (non ho detto che il personale, oltre a essere molto giovane, è stato molto carino, disponibile e professionale), carichiamo le auto e si parte! La strada è lunga ma prima facciamo una sosta a Dronero. La speranza di alcuni (come me) è di trovare le acciughe. Ma i negozi sono tutti chiusi per il 2 giugno. Troviamo una pasticceria dove compriamo dei tipici dolci locali, i droneresi. Niente acciughe. Dobbiamo tornare il prossimo we quando c’è la fiera degli acciugai.
Si torna a casa convinti di aver scoperto una vallata non dico incontaminata ma ancora poco conosciuta e sicuramente fuori dall’overturism. La promessa è di tornare in inverno per fare scialpinismo.























