giovedì 30 aprile 2026

Calabria coast to coast - 30 aprile 4 maggio 2026

Arriva la primavera e io e Nadia siamo pronte col nostro trekking primaverile targato CAI. Dopo l’Etna e la Sicilia del 2025, quest’anno andiamo di nuovo al sud ma in Calabria, in una regione che io non conosco affatto e che finalmente vedrò, o meglio attraverserò dallo Ionio al Tirreno, dal paese di Soverato a Pizzo. Come al solito siamo in 20, con alcune new entry rispetto ai soliti partecipanti come Camilla, Antonio e Raniero.

Il terrorismo psicologico diffuso dai giornali mi aveva fatto temere che non ci fosse più benzina x viaggiare in aereo. Ovviamente non è così. Il volo Ryanair parte in orario e arriva addirittura 15 minuti prima. Il ritiro bagagli è velocissimo, del resto l’aeroporto è grande come la stazione dei treni di Busto.

Recuperata la navetta, arriviamo alla stazione di Lamezia Terme. A prima vista questa città non sembra un granché… abbiamo un’ora, prima del treno, che usiamo per fare la seconda o terza colazione. Qui ho la prima sorpresa della Calabria: il locale ha la macchinetta dove si mettono i soldi contanti per evitare che il personale maneggi appunto quell’insieme di… non so cosa che viaggia su una moneta. Voi direte…vabbè, sai che roba… x me è la prima volta che la vedo. La seconda novità è il treno intercity che ci porta a Soverato. Perfettamente puntuale e dotato anche di macchinetta del caffè e distributore di snack.

Soverato è una simpatica cittadina che si affaccia sul mare, dove sono più le case iniziate e non finite (anche se abitate) che quelle concluse e rifinite.

Dopo esserci sistemati in albergo, un’ora di cammino  ci porta in periferia e poi in un paese limitrofo presso la Cantina Merenda. Siamo su una collina da cui si vede, poco lontano, il mar Ionio. Sul versante il vigneto che siamo venuti a visitare. Ci accolgono il dottor Merenda, medico e proprietario della azienda, Enzo il sommelier e Irina, la donna bielorussa che fa la cuoca e forse altre mansioni nell’agriturismo.

Dopo averci spiegato il tipo di vitigno, di terreno, di clima, ecc. veniamo introdotti a quattro dei principali vini della azienda, un bianco, un rosato, un Merlot e un blend di tre vini diversi, accompagnati da un ottimo cibo preparato da Irina. Enzo cerca di farci percepire con l’olfatto un sacco di aromi; io sento un decimo di quello che lui attribuisce a quel vino ma il risultato è che i vini sono ottimi e alla fine lasciamo un bell’ordine di bottiglie che ci spediranno al nord.

Torniamo sui nostri passi in albergo e poi andiamo a cena in un ristorante davanti alla spiaggia (tutto pesce, ottima cena),  dove concludiamo la serata con un gruppo di suonatori/cantanti che cantano in una lingua straniera che probabilmente è calabrese.

A letto presto perché da domani si fa sul serio.

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