giovedì 5 dicembre 2013

farewell to Nelson Mandela



Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualsiasi Dio possa esistere
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

Poesia di William Ernest Henley


lunedì 18 novembre 2013

Andar per vigneti 2013


DOMENICA 17 NOVEMBRE 2013 
Il Mondo di Pellizza da Volpedo ( AL )
Itinerario di arte, paesaggio ed enogastronomia  tra i Colli Tortonesi e l’Oltrepò Pavese.  

Dislivello: in salita mt. 550 ca; in discesa idem
Tempo di percorrenza: ore 1-1,30 itinerario urbano; ore 5-5,30 itinerario escursionistico. 
Difficoltà: E 
Distanza: Km. 16  

Il mondo di Pellizza da Volpedo 
Volpedo, piccolo borgo agricolo piemontese nel Sud-Est del Piemonte, in provincia di Alessandria, tra le colline allo sbocco della val Curone verso la pianura,  a 10 km da Tortona e a 30 km da Alessandria, è rinomato non solo per la frutticoltura (pesche)  e la viticoltura, ma soprattutto per aver dato i natali ad uno dei più grandi pittori italiani tra Otto e Novecento: Giuseppe Pellizza (1868-1907).  
All’interno delle mura del borgo ottocentesco e nel territorio circostante (in particolare nel limitrofo abitato di Monleale) è possibile  percorrere un itinerario tra arte e paesaggio sui luoghi pellizziani che rivivono attraverso le riproduzioni in grande formato di  opere disseminate nel borgo e nel territorio e collocate in punti selezionati, a diretto confronto con gli scorci di paesaggio che le hanno ispirate.  
Al museo all’aria aperta, che permette il continuo confronto tra oggi  e ieri, si aggiungono il Museo didattico in piazza Quarto Stato (che prende il nome dall’opera più nota del pittore) e lo  Studio fatto costruire dal Pellizza nel 1888, dopo la decisione di vivere e operare nel paese natale, pur restando in contatto con le grandi correnti artistiche internazionali. Entrambi sono aperti al 
pubblico . In particolare l’atelier, che era per l’artista luogo di lavoro, ma anche di studio e di incontro 
con gli amici, quando non gli era possibile dipingere en plein air, si presenta come un contenitore prezioso delle  sue memorie.  
Il nostro itinerario si snoda dapprima lungo il percorso “urbano” volpedese per poi proseguire  su due sentieri tematici ad anello: il primo che prende nome dall’opera più significativa tra quelle evocate: La Montà di Bogino, tela modernissima dipinta da Pellizza nel 1905, parte dalla periferia Est del 
paese (m. 180) toccando la quota massima di m. 300; il secondo, denominato “ I luoghi del sole” dalla sua opera “il sole”, da poco studiato dai tipi dell’associazione Pellizza da Volpedo,  si snoda tra i sentieri e le vigne del limitrofo abitato di Monleale alto, raggiungendo la quota massima di m. 400 . 
Al termine dell’escursione è previsto lo spostamento nell’abitato di Codevilla nel limitrofo Oltrepò Pavese, per la visita e la degustazione nella tenuta  “Montelio”, un tempo grangia di un monastero, nella quale già nella seconda metà del 1200  si coltivava la vite, come si legge nei contratti di affitto dell'epoca. 
L’azienda ci mette a disposizione un locale riscaldato per la degustazione che consiste in un piatto caldo, salumi e formaggi, naturalmente accompagnati dagli ottimi vini dell’azienda. 

(Tratto dal notiziario novembre-dicembre del CAI Varese)

NOTA: Abbiamo avuto la fortuna che uno dei più grandi enologi italiani, Mario Maffi, ci abbia illustrato la storia della cantina e dei suoi prodotti. 

DA CONSIGLIARE: il Museo del Novecento di Milano conserva, fin dalla sua recente istituzione, l’opera più nota del catalogo pellizziano: il Quarto Stato , monumentale marcia di silenziosa ma inesorabile protesta, immagine di una classe – quella contadina, appunto – vessata da ingiustizie e privazioni. Dipinto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del secolo successivo, il quadro è una fotografia perfetta delle tensioni del periodo. Ed è stata assunta, nel corso degli anni, a immagine di riferimento per battaglie sindacali e politiche, sempre ricondotte a un ideale di uguaglianza e giustizia sociale.

Lo spazio mostre del museo accoglie oggi, e fino al prossimo mese di marzo, un’indagine approfondita sulla lunga gestazione dell’opera: ideata, elaborata, modificata e messa nuovamente in discussione dal suo autore lungo l’arco di un intero decennio. Parentesi complessa e tormentata nella parabola creativa di un pittore che, poco tempo dopo aver posto l’ultima pennellata sul suo capolavoro, sceglierà di togliersi la vita.

Accuratissima la ricostruzione operata da Aurora Scotti, massima esperta dell’epopea pellizziana. Che parte dall’opera finita per un intrigante viaggio a ritroso: attraverso i disegni preparatori e i fragilissimi bozzetti, testimonianza unica e straordinaria di una mano dalla classe ineguagliabile; mettendo in luce le differenze e le analogie tra il quadro nella sua versione definitiva e le diverse fasi preliminari. Su tutte Fiumana , spettacolare anticipazione del Quarto Stato  conservata dalla Pinacoteca di Brera.


giovedì 3 ottobre 2013

Un video dalla Grecia!

Questo è il link per vedere un bellissimo video fatto da Ianos, uno  dei tre ragazzi greci conosciuti sulla transiberiana, che vedete nella foto qui sotto.Andate a vederlo! È veramente fatto bene! Parlano in greco e quindi non si capisce nulla però sono simpatici lo stesso! 

http://m.youtube.com/watch?v=HUJX2tZY42E&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DHUJX2tZY42E


giovedì 15 agosto 2013

voli Pechino - Mosca - Milano: ventesima giornata



"Non smetteremo di esplorare e alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta" Thomas Sterne Eliot

7865 km. in treno, 2 continenti, 3 nazioni, 3 lingue, 3 alfabeti, 3 monete diverse, 6 fusi orari, 8 diversi mezzi di trasporto (aerei, treni, taxi e auto a noleggio, funicolare, risciò, metropolitana, traghetto, minivan), 20 giorni, due viaggiatrici

Urge una riflessione su questo viaggio appena concluso. Questi pensieri sparsi sono stati scritti sul volo tra Pechino e Mosca.

Meglio il treno o l'aereo? Non ho bisogno di pensarci, il treno! Non si fanno code ai check-in tre ore prima della partenza, code alla dogana con relativo palpeggiamento corporeo della poliziotta, coda per l'imbarco, coda per ritirare il bagaglio. In treno ci si può muovere senza problemi e c'è più spazio di manovra, se c'e' tempo scendi alla fermata, leggi e scrivi. Ma soprattutto: guardi fuori dal finestrino e vedi il paesaggio scorrerti davanti, conosci le persone, scambi impressioni di viaggio, confronti gli itinerari, condividi il cibo, parli e ascolti lingue diverse. Treno forever.

Ovviamente lascio un po' di spazio a Rosi perché possa anche lei scrivere le sue considerazioni conclusive.

Massima di viaggio appresa dalla mia compagna di transiberiana: "non ho mai rimpianti per quello che non ho fatto", meglio godere di quello che si è fatto! Il riferimento riguarda la scelta dell'itinerario e la meta  finale: Mosca, Siberia, Mongolia, Pechino o Mosca/Vladivostock? A fine viaggio la riflessione mi lascia un senso di soddisfazione e felicità  per le emozioni e sensazioni vissute, per le conoscenze dei  viaggiatori incontrati e degli aborigeni dei paesi attraversati, del loro modo di essere, delle loro culture, tradizioni, abitudini. Sono fortunata, mi sento più ricca!  Mi e' rimasta la curiosità di conoscere qualche città  siberiana e di provare l'emozione di arrivare alla storica Vladivostock, ma e' un desiderio che chissà, magari riuscirò a soddisfare in futuro! 
Pensando poi al mezzo di trasporto che si sceglie per girare sulla terra: che senso ha attraversare i paesi in cielo se vuoi conoscere meglio la terra? L'aereo ti sposta velocemente ma non ti permette di "guardare". Infine consiglierei il viaggio in transiberiana o comunque in treno per qualunque viaggio epico, come quello che noi abbiamo appena concluso, attraverso due continenti, taiga, steppa fino alla sterminata capitale cinese, per mettere a prova la propria capacità di comunicazione: non è necessario parlare la stessa lingua, quello che conta è la volontà di comunicare. Chi non vuole comunicare o non vuole fare sforzi "scappa", come fa qualche cinese! Rosi 



A come Anna Karenina il libro che ha accompagnato me e Rosi per tutto questo viaggio. Lo stiamo leggendo ancora qui sull'aereo e non riusciremo a finirlo entro Milano. Pazienza, starà ancora con noi per un po' a casa.

C come censura per quattro giorni il governo cinese mi ha impedito di accedere ad un sacco di cose in internet: Facebook, il mio blog (!), google, parzialmente la posta. Adesso che sono fuori dal territorio cinese e non ho più la paranoia che qualcuno mi legga (?), posso scriverlo: censori!

A breve troverete i link dove andare a vedere le foto mie (poche e approssimative) e quelle di Rosi (tante e professionali).

Tutto ciò che non è compreso in questo blog sono i paesaggi senza limiti, gli sguardi delle persone, i sorrisi e le risate con gli sconosciuti, le emozioni e le sensazioni, le incomprensioni che poi passano, gli incontri che ti porti a casa, i fraintendimenti divertenti, le perplessità e i dubbi della comunicazione, i disagi di noi troppo civilizzati, il piacere e il disgusto del cibo, la sorpresa del "anche tu qui!", la rabbia e la frustrazione del viaggiatore inascoltato, la stanchezza inevitabile ma mai della novita', l'inaspettato dietro l'angolo, la curiosità mai sazia.
Tutto ciò, cari amici, spero abbiate potuto intuirlo leggendomi, tra le righe. Il resto ve lo racconto quando ci vediamo. Luego, te cuento!