"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi." Marcel Proust
sabato 2 luglio 2016
sabato 30 aprile 2016
Traversata del Chianti, 23-26 aprile 2016
Il trekking di primavera del Cai Varese quest'anno è dedicato alla Toscana e in particolare al Chianti. L'idea è di percorrere il sentiero 00 che porta da Siena a Firenze.
La prima giornata è destinata alla visita della città di Siena. Questo giorno e quello successivo sono accompagnati dalla pioggia, mentre il terzo e il quarto giorno saranno caratterizzati da tempo instabile ma da un gran freddo.
Prima però di prendere il pullman per Siena, riusciamo a visitare a Firenze una antica farmacia del 1600 che ovviamente allora non si occupava di farmaci ma di liquori, profumi, ecc.
Siena vale un giro anche se sotto la pioggia. Riusciamo a fare un giro attorno a piazza del campo. Leonardo, fiorentino trasferito a Varese, mi spiega il mistero del perché a Siena ci siano un sacco di lupe capitoline e cioè il fatto che la lupa che allatta è anche il simbolo di Siena...
La prima sera dormiamo alla Certosa di Pontignano, un monastero di certosini del 1300 circa, ora adibita ad albergo. Le camere sono celle anche se costituite da salone con tavolo e e camino, tre stanze doppie, due bagni, angolo cucina. Insomma, non proprio una celletta...
Prima di cena facciamo due chiacchiere con il sacrestano che ci illustra la chiesa parrocchiale con una cappella posta a lato, con degli affreschi del 1500 è un bellissimo coro. Il nostro Cicerone è qui da sempre e ancora si ricorda quando da queste parti c'era ancora la mezzadria e la sua famiglia riscattò casa e terreno pagando per 30 anni.
Come dice il ns sacrestano, il monastero ha 4 chiostri, come sempre. Verificherò... Questo chiostro, così come molte cose a Siena e in provincia, sono state ristrutturate dal Monte dei Paschi di Siena che ha elargito nel corso degli anni (e dei secoli?) un sacco di soldi. Ora le cose sono un po' cambiate... Nella piazza dove c'è la sede del Monte c'è la statua di un alto prelato che la storia dice avere inventato le cambiali e che iniziava ogni lettera con la frase "in nome di Dio e del guadagno...".
24 aprile
Primo giorno di cammino: da località Pianella (poco lontano dal monastero) all'agristurismo Forra, km. 31
Tappa impegnativa, come dicevo caratterizzata quasi costantemente dalla pioggia...
Il paesaggio è già cambiato, siamo passati dalle vigne agli ulivi e poi alle foreste di conifere. Quindi zone molto meno urbanizzate.
L'agriturismo, già in provincia di Arezzo,è anche carino ma tale Samantha, su cui si è fantasticato nel corso della strada, non è proprio una scienza nella reception (ci chiede i soldi prima di darci la camera...). Ci viene voglia di mettere una cattiva recensione su Trip advisor...
Alla sera una stupenda vista sulla vallata con i paesi illuminati.
25 aprile
Secondo giorno di cammino: da la "forra" a Dudda, km. 30
Si prosegue tutto il giorno in mezzo al bosco, su e giù per le colline, e su e giù...
Il bed&breakfast di stasera è molto carino e la cena offerta da Francesca è veramente abbondante... Ma veramente... Dudda, il paese, vince il Premio Frittole 2016!
Un altro posto da segnalare è il bar "la pineta" a Monteluco. Se lo cerchi su Trip Advisor viene massacrato ma è un posto che ha un suo fascino, non solo per i salumi e i formaggi ma per la triade dietro il bancone, veramente d'altri tempi... Comunque, per una merenda vale la pena fermarsi...
Anche oggi i km sono stati impegnativi, molti su asfalto o appunto nel fango.
26 aprile
Terza e ultima tappa: da Dudda a San Donato in collina, km. 22
Tappa un po' noiosa, troppi sali-scendi, sempre chiusi nel bosco senza vedere niente delle colline. È anche i punti panoramici si sono rivelati dei fake, perché non si vedeva assolutamente nulla... Ad esempio dal Poggio Firenze...
Spesso la carrozzabile è molto infangata X le pioggie, a volte impraticabile.
Arrivati a San Donato, si spera di trovare un negozietto X comprare olio e vino ma qui i negozi aprono alle 17... E quindi nada shopping.
L'unico che riusciamo a fare è a Firenze dove andiamo in un bellissimo mercato coperto, alcuni mangiano il famoso lampredotto, altri si dilettano con altre cibarie. Il posto è molto suggestivo e interessante! Da tornare!
sabato 12 marzo 2016
domenica 26 luglio 2015
Chez Max dans Vetan
Da quando Max si è stabilito in Val d'aosta x inseguire Antonella, madre delle sue due bellissime figlie, Amelie e Danielle, non siamo mai andati a trovarlo e oggi, 26 luglio 2015, ci siamo finalmente decisi. Con la truppa, formata da Danilo, Marco e Ornella ci siamo diretti verso la ridente località di Vetan, un paese che non porta a nulla, nel senso che ci devi andare x una ragione ma che è baciato dal sole tutto il giorno. Dal terrazzo del ristorante che gestiscono Max e Antonella e soprattutto la suocera, si vede la Grivola e poco a sinistra le piste di Pila.
Prima di mangiare ci siamo concessi una passeggiata nei dintorni e ci siamo imbattuti nell'omino che fa la vera fontina con il vero latte delle vere mucche valdostane. L'igiene decisamente approssimativa e le mosche sui contenitori del latte non hanno fermato noi veri intenditori di formaggio (il 50% del gruppo è o si dichiara intollerante al lattosio). Il nostro omino ci ha condotto nella cantina dove conserva le forme di fontina e di toma che fa quotidianamente, cantina constantemente umidificata. I nostri lingotti d'oro sono forme di fontina, di varia stagionatura. Ma, sorpresa, il nostro omino è marocchino (noi l'abbiamo chiamato Aziz) e passa sei mesi all'anno qui in valle x il formaggio e gli altri sei mesi li fa in Marocco, portando con se una bella forma di fontina. Non è un luogo comune che gli italiani non vogliono più fare certi lavori. Max dice che qui il formaggio viene fatto da marocchini e albanesi. Cmq formaggio buonissimo e prezzi ultraconvenienti!
Ultima tappa, una visita alle camere che lui affitta. Sono molto belle e confortevoli. Magari un giorno potrebbero esserci utili...
giovedì 16 luglio 2015
Uk 13-23 luglio 2015
SCUOLA Frequentare la primary school di Camilla mi permette di vedere da una parte la vita quotidiana delle famiglie inglesi e i loro movimenti abitudinari, dall'altra di capire il funzionamento delle scuola pubbliche inglesi. Intanto alleno la lingua, che nella comprensione è sempre un po' in difficoltà...
Essendo primary i bambini sono tutti accompagnati dalle madri che entrano nel cortile e aspettano l'apertura della scuola, alle 8.45. La porta viene sempre aperta dall'head master, cioè il preside, Mr. Perry, che accoglie e saluta tutti i bambini e sembra avere con tutti loro un rapporto molto diretto.
Ieri ho seguito le attività dello sport's day, una specie dei nostri giochi della gioventù ma limitati al solo istituto. Divisi per discipline e classi di età i bambini hanno svolto tutte le attività e poi sono stati premiati. I genitori potevano seguire a bordo del prato; erano tutti molto composti e non ho visto scene di tifo esagerato, discussioni o altro. Tutto si è svolto poi sotto la supervisione di Mr. Perry.
Qui in uk danno molto valore allo sport, almeno nella primary e nella lower school. Così come alla musica. Hanno modo di suonare molti strumenti diversi e di cambiare strumento da un anno all'altro.
Ogni anno cambiano l'insegnante, non come in Italia dove il medesimo insegnante porta la stessa classe dalla prima alla quinta.
In una normale scuola pubblica del regno si trovano bambini provenienti da ogni dove perché anche qui l'immigrazione è molto forte, pur non essendo a Londra.
La classe di Camilla, il quarto anno, ha ricevuto come premio di fine anno di poter vedere un film a scuola (ovviamente di animazione). I bambini, quel giorno, si dovranno presentare a scuola con il pigiama e un teddy bear! La scuola fornirà pop corn e gelato! Figo!!!
La high school invece mi entusiasma decisamente meno. Riccardo ad esempio, quest'anno che è il suo penultimo anno prima dell'università, ha studiato solo 4 materie, tipo matematica, biologia, chimica e fisica. Basta! Vuol dire che i ragazzi di 17/18 anni non fanno più inglese, letteratura, arte, storia! A meno che non abbiano intenzione all'università di fare quelle materie! Niente più stimoli umanistici! E l'anno prossimo, ultimo anno, farà solo tre materie!
La cosa che invece mi piace della scuola Uk è la meritocrazia che è veramente tale! E quindi fare una scuola superiore o una facoltà oltre che una scelta è anche un merito e te lo devi guadagnare!
E poi, riguardo all'insegnamento della storia, ho saputo che studiano per argomento, ad es. i sassoni, i tudor, ecc. Ma non li sanno collocare sulla linea del tempo perché non studiano storia con l'idea della collocazione temporale!!!
CHESTER
Bellissimo villaggio di origine romana sotto l'imperatore Vespasiano, diventato nel medioevo un importante porto e poi uno dei fulcri della rivoluzione industriale inglese con Manchester e Liverpool.
Caratteristica la classica architettura bianca e nera, che alterna quindi legno scuro a calce bianca, tipico del periodo vittoriano.
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
Visita molto istruttiva al Querry bank mill, uno dei più importanti esempi -credo- di archeologia industriale della zona. Qui nacque la rivoluzione industriale inglese a metà del '700, basata soprattutto sullo sfruttamento del cotone importato dall'America e sullo sfruttamento della popolazione inglese, bambini compresi. Il cotone arrivava a Liverpool e poi veniva trasportato via fiume in questa zona che non era forte dal punto di vista agricolo. La presenza di acqua permetteva di costruire mulini e di usare l'energia derivantedall'acqua per far funzionare i telai. Con la seconda metà dell'800 subentrano invece le macchine a vapore. La rivoluzione industriale fu portata avanti anche grazie a migliaia di bambini che venivano venduti, sfruttati, sottopagati, maltrattatati e schiavizzati dai 9 fino ai 18 anni.
Il mulino, i telai e i macchinari sono ancora perfettamente funzionanti, grazie anche al Nazional Trust che finanzia e mantiene queste strutture. Bellissima location per una storia tragica e tristissima.
LEGO
Nella società consumistica inglese attuale i Lego sono presenti in ogni dove. In alcuni negozi puoi addirittura comprarti singoli pezzi e costruirti quello che vuoi e paghi solo quello che prelevi!
Nella cattedrale di Chester c'era questo progetto di finanziamento per cui la gente dava un pound per ogni mattone lego al fine di costruire il modellino della chiesa e ovviamente raccogliere fondi. I like!
QUESITO posto da Riccardo. Su un'isola c'è un dittatore e una prigione che ospita cento detenuti. Tutti i detenuti hanno gli occhi verdi ma non possono guardarsi allo specchio né altrove e non possono comunicare tra di loro. Possono lasciare la prigione solo coloro che hanno gli occhi verdi ma alle guardie possono solo chiedere se possono andarsene, ma, qualora la risposta fosse negativa, rischierebbero di essere gettati nel vulcano dell'isola. Ad un certo punto il dittatore concede ad una persona di andare sull'isola e di dire una cosa ai detenuti: " almeno uno di voi ha gli occhi verdi". 100 giorni dopo questa dichiarazione, tutti i detenuti se ne vanno. Perché aspettano 100 giorni?
THE WIZARD OF OZ
Lo spettacolo di fine anno nella scuola di Camilla era il mago di Oz. Prima ho visto il film in lingua originale del 1939 e poi ho visto lo spettacolo due volte, così ora sono sicura di sapere la storia!
Bello spettacolo, ben cantato e ben preparato. Well done!
MERCATINI E FIERE
Mi sembra che nella vita inglese, soprattutto quella della campagna inglese, andare ai mercatini e alle fiere sia un momento significativo nella vita quotidiana di questo popolo. Oggi ad esempio siamo andati al mercatino mensile di Wilmslow dove si trovano da una parte prodotti tipici per la casa di campagna come cose per il giardino o per la casa in legno, antichità, manufatti vari, e dall'altra cibi e bevande tipiche della zona (qui siamo nello Cheshire) soprattutto dolci, pie salate, birre, ecc, ma anche cibo etnico (noi ad es. abbiamo mangiato un ottimo e piccante piatto malaysiano).
Altro evento mondano a cui ho partecipato è la summer fair della primary school di Camilla. Organizzata sulla falsariga delle feste di fine anno da noi. Qui però i soldi raccolti non servono all'auto finanziamento della scuola ma alle charity, a enti di beneficienza.
ALICE IN WONDERLAND
Quest'anno c'è sicuramente una celebrazione legata a questo libro (credo i 150 anni dalla pubblicazione) perché lo si trova ovunque, nelle librerie è onnipresente e anche nella cattedrale di Chester c'era un percorso con una serie di installazioni legate a questa storia.
lunedì 1 giugno 2015
Montagna 2015
O Chiedimi perché vado in montagna.
Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l'unica via è il sentiero.
Chiedimelo.
Perché?
Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l'unico peso è lo zaino. Non c'è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l'altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c'è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C'è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte. Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo... è la natura che ti dice: "Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient'altro".
Sulla cima dei corni di Canzo, Corno occidentale, a conclusione della ferrata del venticinquennale, con gli allievi degli Incontri di Introduzione alla montagna 2015. Peccato x la nebbia e la visibilità zero!
lunedì 18 maggio 2015
Expo Milano 2015
Il primo esempio dello spirito Expo: tutto elettrico o fotovoltaico e ovviamente mirato al riciclo e a contenimento dei consumi.
Ancora padiglione zero
La rete su cui camminare x entrare al Padiglione Brasile. Una bella prova di equilibrio! La rete sembra avere il significato dell'intreccio di culture.
Padiglione dell'Angola.
Interno del Padiglione Zero, l'inizio della vita, delle civiltà, delle culture. Dai semi all'allevamento, dalla società rurale a quella industriale, dall'economia vera a quella virtuale.
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